Tanto va la gatta al largo…

…che ci sta con lo straniero!
Non finirebbe proprio così, i know, ma anche qui si sfrutta un po’ la licenza poetica.
Perchè sì piccole parrucchiere in erba, se il vostro giardinetto è infestato dalle erbacce, prima di cambiare hobby e darvi, che ne so, all’ippica, provate a piantare un nuovo tipo di vegetale, una zucchina diversa dalle altre, (NOT) made in Italy.
Vero è che io sono di parte, che con l’estero per me è come giocare in casa, ma basta con il “moglie e buoi dei paesi tuoi”, basta con tutta sta monotonia di nomi, e luca e marco e matteo e… me nono en cariola! Suvvia, un po’ di brio!
Anche perchè tu vuoi dirmi che con tutti i viaggi in giro per il mondo che hai fatto, con le vacanze a vattelapesca e dintorni, ma anche solo nel tragitto da casa all’università o il venerdì sera fuori a bere l’aperitivo, un foresto (come direbbe la mia nonna) non l’hai mai conosciuto? Uno che con l’italiano risicato e tante “s”, la erre moscia e l’accento alla fine di ogni parola (de gustibus...), la sge-sgi e quant’altro, una mini palpitazione te l’ha fatta venire, un brividino lungo la schiena, la pelle d’oca, ‘na caldana (vampata)?

Risposta SI: Come prevedevo, il fascino dello straniero è qualcosa di magnetico, come protone ed elettrone che si attraggono, due negativi che fanno positivo. Non si può negare. Anche perchè, diciamocela tutta, vuoi mettere il fatto di capire-non capire (fidati, a volte è meglio), gli sguardi ambigui (magari vi ha appena detto che ha un ciglio nell’occhio), il sapore esotico, accattivante, dell’individuo? Un mix irresistibile e micidiale!
Risposta NO: Coosa? Ma sei seria? Dici vero? E com’è possibile? Proprio non ti sei mai fatta avvicinare? Eh ma allora ti vuoi proprio male bella mia, te ne stai lì da sola a continuare a rimestare nel tuo orticello ormai infestato dai parassiti!

Stammi bene a sentire, perchè lo straniero è la novità, la ventata d’aria fresca, è un po’ l’iphone 5 (o il samsung galaxy s qualcosa) per intenderci, e ti dirò i motivi che ti renderebbero la vita molto più semplice (e accattivante) che non a stare appresso alle lune dei manzi nostrani.
1. A meno che tu non sia padrona della sua lingua (no, ma che hai capito! okey, riformulo!)
1, errata corrige. A meno che tu non abbia piena padronanza del suo idioma, e/o viceversa, potrai tranquillamente lasciare da parte la lista di battutine, frasi maliziose e giochetti vari con cui vi intortereste a vicenda… servirebbero a poco. Lo straniero è pane al pane, vino al vino, niente giri di parole o quant’altro: dritti al punto e olè!
2. La difficoltà iniziale di comprensione reciproca rallenterebbe qualunque approccio per così dire invasivo, a favore di una conoscenza per lo meno sommaria del foresto. Qualora poi i suoi intenti non combacino con questa tempisitca da lumachina, beh… meglio saperlo subito invece di finire imbambolate davanti al telefono ad aspettare messaggini inesistenti o cenni di vita (vedi post precedente).
3. Last but not least, il riscontro positivo di imparare una nuova lingua, una nuova cultura… e avere una vacanza assicurata a casa sua! Sì, viaggiare…

Ancora titubante? Non ti è venuta voglia di sperimentare una cucina diversa, più pepata? Preferisci quella casereccia?
Poco male, pancia tua fatti capanna e ricorda: “la verdura è una pietanza che vuol olio in abbondanza… non importa da dove venga, l’importante è che ci sia!😉

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