Il principe azzurro non esiste #la bronsa coerta

Care pettina bambole,
eccoci giunte agli ultimi capitoli di questa prima tornata di post, di questi primi foglietti illustrativi, della posologia per assumere le dosi corrette dei manzi di cui stiamo parlando. E come preannunciato, eccoci a parlare dell’ennesima carne disponibile: la bronsa coerta.

La definizione arriva direttamente dalla mia terra natale, il Veneto, per cui la bronsa coerta altro non è che brace coperta.
L’esemplare in questione lavora sotto, di nascosto, per arrivare ai suoi scopi, femminili e non. L’ornitorinco della situazione, la talpa indefessa, la marmotta (che al contrario del famoso spot, di certo non confeziona cioccolata) roditrice, non sempre si dà da fare per aulici scopi e nobiltà d’intenti: la bronsa coerta infatti la si può raffigurare nel traditore, nel “non sto cercando una storia seria”, nel “cara, ero ubriaco” o nell’ormai inflazionato “è stata una volta sola, non ha significato niente”.
Il carbone del caso è molto sveglio, tiene il piede in più di una staffa alla volta, è difficile coglierlo in flagrante almeno che non pecchi di saccenza infinita (probabile). È il classico che millanta amore eterno, passione pura per voi, unica donna della sua vita… Vi farà perdere la testa e, una volta conquistato il vostro sentimento, una volta aggiunta una tacchetta accanto al vostro nome, ecco che vi lascerà in braghe di tela! Perché la bronsa coerta vuole avere il potere: il potere di potervi conquistare, il potere di sedurvi e quello di abbandonarvi, tornandosene da dove è venuto. Il suo è il piacere della conquista, il senso di onnipotenza che la sottomissione dell’ennesima preda gli dà. E se anche riusciste ad accaparrarvelo, ad appurare che il suo sentimento sia vero (standing ovation), state sempre all’erta perché la prima squinzia che gli farà gli occhi dolci si tramuterà all’istante, direttamente, senza passare dal via, nella nuova preda da catturare, da vincere… e a poco conterà l’anello al dito che vi ha messo o le belle parole che vi ha sviolinato!
Diffida dall’esemplare cara rondinella smarrita, cara gazza abbagliata dallo charme di questo carbone: il lupo perde il pelo, ma non il vizio!

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